Storia della Crittografia
Sequenze pseudo-casuali
Il cifrario di Vernam - La macchina Lorenz

In generale si chiama pseudo-casuale uan sequenza di oggetti (numeri, lettere ...) apparentemente aleatori, ma in realtà generati con una qualche regola determinata. Oggi molti software pervedono la possibilità di generare numeri pseudo-casuali.

Nel caso della rotazione dei significati dei gruppi cifranti dei repertori invertiti è probabile per esempio che, dato un elenco ordinato per significato dei numeri che rappresentavano i trigrammi, le cifre venissero aumentate di una quantità predeterminata e costante, o, dato un elenco che procede in ordine razionale e numerico tutti i numeri venissero aumentati di uno stesso valore arbitrario cambiato ogni volta, ottenendo così sequenze apparentemente casuali.

Occorreva solo tenere conto, in entrambi i casi, che i gruppi cifranti che avessero superato con la modifica il valore del loro numero totale (attorno a 11.785) ricominciassero da 1, secondo la logica delle aritmetiche finite. In fatti se il nemico si fosse accorto del lento progredire o calare del valore medio dei gruppi cifranti, avrebbe subito intuito il sistema e proprio con sistemi a loro volta pseudo-casuali (come spiegato più sotto) avrebbe potuto rendere confrontabili tutti i vari dispacci, aumentando le proprie probabilità di accedere al codice.

Anche la conosciutissima macchina Enigma (e la meno conosciuta macchina Lorenz) funzionava con criteri pseudo-casuali: il sistema con cui venivano cifrate le varie lettere cambiava a seconda dell'ordine e della posizione dei rotori all'inizio della trasmissione e di quella di alcune spine poste dietro, tutte variabili ad arbitrio di chi trasmetteva il messaggio.

I sistemi pseudo-casuali, detti anche 'a probabilità ragionata', vengono usati spesso anche all'interno dei metodi di decrittazione statistici. Infatti spesso accade di essere incerti fra molti diversi significati da darsi ai vari segni cifranti che compongono il testo in via di decifrazione e che le loro frequenze relative siano pressochè analoghe.

Dato che non abbiamo alcuna certezza, in teoria si dovrebbero tentare tutte le combinazioni possibili (che magari sono qualche decina). Invece il decrittatore intelligente sceglie con attenzione solo i due o tre casi più probabili e solo a quel punto si affida al caso. Questo comporta in generale un abbondante risparmio di tempo, anche se non si può mai essere sicuri che la soluzione giusta non fosse proprio tra quelle scartate.


Pagina a cura di Piero Geotti e Annalisa Caretto del
Ginnasio-Liceo "M.Foscarini" di Venezia
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